Negli ultimi anni è diventata una consuetudine per me fare una capatina al Lido di Venezia in occasione della Mostra del cinema.
Quest’anno ho avuto la possibilità di vedere una delle ultime icone del cinema hollywoodiano degli Anni Cinquanta/Sessanta per la consegna del Leone d’oro alla carriera all’attrice statunitense Kim Novak protagonista di titoli famosi come Pic nic (1955) di Joshua Logan, The Man with the Golden Arm (L’ uomo dal braccio d’ oro, 1955) di Otto Preminger ma soprattutto passata alla storia del cinema con Vertigo (La donna che visse due volte, 1958) di Alfred Hitchcock.
Non riuscivo a credere che l’avrei vista, mentre ero sul vaporetto che mi portava al Lido pensavo: “non ci sarà, non è possibile, non t’illudere”; mi sono seduta in sala incredula ma poi la presentazione, la clip, la laudatio di Guillermo del Toro, che ha celebrato le capacità dell’attrice nell’affrontare ruoli complessi, e poi, eccola, entra e io in quel momento ho capito che lei per me non sarebbe più stata “la donna che visse due volte” ma la donna che, nei miei ricordi, sarebbe vissuta per sempre.
Sala Grande del Palazzo del Cinema gremita, standing ovation e grande emozione.
A seguire il documentario Kim Novak’s Vertigo di Alexandre O. Philippe in cui, come le due protagoniste del film di Hitchcock Judy e Madeleine, abbiamo Kim Novak star del cinema e Kim donna indipendente, pittrice, poetessa e soprattutto capace di essere sé stessa.
Ecco, capite perché vi raccomando di volare al cinema sempre?

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