Prendo ispirazione per il titolo di questo post la canzone dei New Trolls del 1978 Quella carezza della sera in cui si parla di un bambino a cui è morto il padre e lui rimpiange ciò che li legava ed era solo loro.
E’ orribile pensare alla solitudine che proveremo quando le persone che amiamo non saranno più con noi ma a volte è inevitabile lasciarsi sfiorare da questo pensiero.
Da che io ricordi mia madre (anche lei appassionata di cinema) si inventò un gioco, solo per me (e per lei), che consisteva nell’indovinare il titolo di un film senza vedere le immagini ma solo ascoltando i dialoghi, oppure la colonna sonora; a volte tornavo a casa e lei non mi faceva entrare nella stanza dove c’era la TV finché non indovinavo il titolo, non mi dava molto tempo, dovevo essere veloce altrimenti, secondo lei, diventava troppo facile. Ma facile non era e non lo è tuttora che ancora lo facciamo a volte, lei a me e io a lei, ma è bello, non è solo una cosa divertente ma è una cosa solo nostra, mia, sua e del cinema che è sempre stato con noi.
Riconoscere i dialoghi da gioco è diventato un’abitudine e ogni volta che ci riesco penso a lei e penso anche che questa forse sarà probabilmente, tra le tantissime cose che ci legano, “quella carezza della sera” che più mi mancherà in quei lontanissimi giorni a cui non voglio neanche pensare.
Proprio come nella canzone forse mi mancherà sentire la speranza nascere in me.
Nel frattempo noi continuiamo a volare al cinema e fatelo anche voi, ok?
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